Le Black Panthers premiate da ISMU come migliore esperienza sul tema delle migrazioni a Milano


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“Mi chiamo Sulay Jallow, sono gambiano e vivo nella Caserma Montello”. Inizia così, mettendoci la faccia e il cuore, l’intervento del co-presidente delle Black Panthers al ventiduesimo Convegno sulle Migrazioni della Fondazione ISMU dove i ragazzi che partecipano al progetto sportivo sono stati invitati per ricevere il premio di migliore esperienza sul tema delle migrazioni a Milano.
Prima di iniziare a raccontare il progetto chiede un minuto di silenzio, e fa alzare in piedi la sala “per tutti i nostri fratelli e le nostre sorelle che sono morte nel Mar Mediterraneo cercando una vita migliore”.
Sulay ha poi raccontato a tutti il senso e l’origine del progetto Black Panthers, che “nascono dall’incontro dall’incontro tra attivisti e richiedenti asilo del centro di accoglienza di Via Aldini a Milano. All’incontro di oggi oltre a noi erano invitati come relatori le autorità più importanti che gestiscono l’accoglienza dei richiedenti asilo e la gestione dei flussi migratori in Italia. Per noi ieri è stata un’occasione per poter dare visibilità alla lotta che portiamo avanti quotidianamente per cambiare il modo in cui le istituzioni si rapportano alle migrazioni.

Questo è stato il nostro intervento di ieri:

Buongiorno signori e signore prima di tutto vorrei ringraziare tutti voi per averci invitato e darci l’occasione di parlare del nostro progetto
Io mi chiamo Sulay Jallow, sono gambiano e vivo nella caserma Montello sono il co-presidente delle Black Panthers.
Prima di iniziare vorrei dedicare un minuto di silenzio a tutti i nostri fratelli e le nostre sorelle che sono morte nel Mar Mediterraneo cercando una vita migliore e più sicura, che le loro anime possano riposare in pace
Le Black Panthers sono un progetto nato dall’incontro tra attivisti e richiedenti asilo del centro di accoglienza di Via Aldini a Milano. La squadra è partecipata da molti giocatori ma anche da molti tifosi ed è anche uno strumento di emancipazione per i migranti.
La nostra squadra è composta da persone di differenti nazionalità. La maggior parte della squadra è composta da persone che vengono dal Gambia, Senegal, Costa d’Avorio, Somalia, Ghana, Yemen e Italia. Da quanto abbiamo iniziato abbiamo subito collezionato molte vittorie e questo ha fatto entusiasmare sia gli atleti che i tifosi facendoci diventare piuttosto popolari nei centri di accoglienza e nel movimento antirazzista milanese
Quando abbiamo iniziato non avevamo soldi ma molta passione e molta voglia di riscattarci e questo ci ha dato l’opportunità di diventare quello che siamo ora. La cosa più importante per noi è che non siamo solo una squadra di calcio, quando scendiamo in campo lo facciamo soprattutto per mettere in luce le condizioni in cui vivono in migranti in Italia e chiedere più diritti.
I valori su cui si fonda la nostra squadra sono di combattere contro ogni tipo di discriminazione, la solidarietà e il mutualismo. Ora stiamo giocando il campionato UISP e i nosrti giocatori vengono da diversi centri di accoglienza a Milano e ogni partita in molti vengono a supportarci. Anche se questo progetto ci rende molto felici e ci da l’opportunità di conoscere molte persone le condizioni in un centro di accoglienza non sono semplici e ora vorrei presentare cosa ne pensiamo a riguardo.
Quando siamo arrivati in Italia e siamo stati salvati dal mare abbiamo festeggiato pensando ”finalmente siamo in Europa, la terra dei diritti umani e della democrazia”. Con grande sorpresa abbiamo trovato molti ostacoli. La differenziazione tra profughi di guerra, rifugiati politici, rifugiati religiosi, rifugiati economici e rifugiati umanitari. Secondo me ognuno di noi va considerato ugualmente perché ognuno scappa da condizioni problematiche. Questa differenza deve cessare di esistere. Tutti devono avere il diritto di esistere con il permesso di soggiorno.
La burocrazia spende in media da un anno fino a due anni e mezzo per dare un esito della richiesta d’asilo. Il 70% dei richiedenti asilo riceve un esito negativo e viene di conseguenza buttato per strada senza soldi e senza cibo. Gli viene consegnato un foglio di via con scritto che deve lasciare il paese.
Nessuno tornerà nel proprio paese semplicemente perché non abbiamo i soldi per farlo. Spesso il paese in cui dovremmo tornare è molto pericoloso anche se la commissione territoriale non lo riconosce. Io ad esempio vengo dal Gambia e il In Gambia c’è una feroce dittatura ed è uno dei paesi più corrotti di tutta l’Africa. Nonostante questo i gambiani continuano a ricevere esiti negativi delle richieste d’asilo.
In Italia ci sono circa 500 mila persone senza documenti, chiamati clandestini. Questo è il più grande regalo che lo stato possa fare alle organizzazioni criminali dato che le organizzazioni criminali sono solite utilizzare queste persone per i loro sporchi affari, come spaccio di droga e prostituzione. Le organizzazioni criminali sanno che chi non ha documenti non può lavorare legalmente e per sopravvivere ha bisogno di soldi e quando non c’è alternativa per sopravvivere si diventa facilmente loro vittime. NESSUNO E’ VENUTO IN ITALIA PER FARE QUESTA FINE.
Se alle persone che hanno il potere di cambiare queste condizioni non interessa la vita degli immigrati fatelo per il bene dell’economia del vostro paese. Questa legge è la cosa più svantaggiosa in assoluto per affrontare i flussi migratori, chi ha i documenti può lavorare legalmente e contribuire allo sviluppo del paese pagando le tasse.
Ogni volta che negate il permesso di soggiorno a una persona alimentate uno spazio di illegalità nel vostro paese e queste non è uno svantaggio solo per noi ma è uno svantaggio per tutti. Se date a tutti il diritto di esistere voi distruggete questo spazio di illegalità creando delle condizioni migliori per tutti, prima di tutto il vostro paese che è anche il nostro paese.
Una cosa che mi continuo a chiedere è che cosa sia successo all’Europa dei diritti civili? Qui ho trovato tutti il contrario di quello che ho studiato a scuola.
Se ora viviamo in una situazione che gode di molti benefici è grazie alle battaglie per i diritti umani che abbiamo vinto negli ultimi secoli. Come l’abolizione della schiavitù, il diritto di voto per tutti, uomini e donne. La fine del nazismo e del fascismo. Io penso che uno dei prossimi grandi passi debba essere per forza il riconoscimento a tutti del diritto di esistere, senza che più nessuno debba stare senza documenti e quindi forzato a vivere nell’ombra.
Le mie ultime parole sono:
NESSUN ESSERE UMANO DEVE ESSERE ILLEGALE, TUTTI DEVONO AVERE IL DIRITTO DI ESISTERE NON IMPORTA IL COLORE DELLA TUA PELLE O LA TUA ETNIA SIAMO TUTTI ESSERI UMANI.
GRAZIE PER L’ATTENZIONE.

Il video dell’intervento

Black Panthers

Pubblicato da Matteo, il 2 dicembre 2016 alle 09:32