Trasferimento di Città Studi? No grazie! – Manifesto per Città Studi


Dopo le iniziative degli ultimi mesi [1, 2, 3] per contrastare il progetto di spostamento di Città Studi nell’ex-area Expo ecco un vero e proprio “Manifesto per Città Studi” promosso da quei soggetti che si stanno organizzando le battaglie per salvaguardare il quartiere.
Noi, cittadini, studenti, lavoratori, ricercatori, riuniti nell’Assemblea di Città Studi, coordinamento dei gruppi “Che Ne Sarà di Città Studi“, “Ilight”, “Progetto Lambrate”, “RSU-UniMi” e “Salviamo Città Studi”,
esprimiamo
 
la nostra ferma e decisa opposizione al trasferimento dell’Università Statale da Città Studi a Rho nell’ex area Expo.
 
Riteniamo che questo trasferimento sia sbagliato perché
 
Non fa gli interessi dell’Università Statale costretta ad abbandonare la città, riducendo gli spazi e indebitandosi per decenni nonostante la situazione già precaria in cui versa, rischiando inoltre di asservire la ricerca a interessi privati.
Non fa gli interessi della città, che sacrificherà una delle sue aree più ricche dal punto di vista umano, culturale e sociale a favore di un sito isolato, lontano dal centro e chiuso tra tangenziali e svincoli autostradali.
Uccide un quartiere attivo e vitale che interagisce da sempre con le attività di didattica e di ricerca universitaria e con gli Istituti Besta e dei Tumori. Da qui il nome “Città Studi”.
 
Il trasferimento è presentato come un’opportunità per creare un polo scientifico d’eccellenza internazionale, ma perché proprio adesso e solo ed esclusivamente nell’area Expo di Rho?
 
L’idea nasce dalla necessità di colmare il debito lasciato da Expo e dall’assenza di acquirenti per il sito, come anche dichiarato pubblicamente dal Presidente di Arexpo, i cui azionisti sono Governo, Regione e Città metropolitana.
 
Visti gli interessi anche politici in gioco, le istituzioni – l’Università e il Comune di Milano – dimostrano nei fatti di assecondare questo dannoso progetto di trasferimento dell’Ateneo da Città Studi a Rho. I processi decisionali hanno escluso di fatto cittadini, studenti e personale universitario. A nulla servono i finti percorsi di partecipazione messi in campo, utili solo a salvare le apparenze, cosí come le contradditorie rassicurazioni propagandate.
 
Chiediamo a gran voce e proponiamo
 
-che l’Università Statale, con le sue facoltà scientifiche, resti a Città Studi dove si è sviluppata in simbiosi con il quartiere stesso che vanta la presenza di diversi enti di ricerca e del Politecnico oltre a possibilità di espansione assenti ad Expo, quali lo scalo di Lambrate o aree limitrofe
 
-che le ingenti risorse disponibili siano utilizzate per un piano di riqualificazione e sviluppo di un Campus cittadino senza che siano subordinate al ricatto “o Expo o niente”. Occorre mantenere e potenziare l’interazione tra università e quartiere della quale beneficiano sia cittadini che universitari
 
Invitiamo tutti i cittadini, gli studenti, i ricercatori, i docenti, i residenti, i lavoratori dell’università, i commercianti, i professori, gli abitanti del quartiere, le associazioni, i sindacati, le organizzazioni politiche, i gruppi formali e informali, a supportare la nostra battaglia a difesa del quartiere universitario.
 
 
Lo spazio per il grande Campus scientifico di Milano esiste già, il suo nome è
Città Studi
Pubblicato da Matteo, il 18 maggio 2017 alle 09:19